Barbara Luccini

Ho conosciuto Barbara diversi anni fa in occasione di un’esperienza artistica che abbiamo condiviso che si
chiamava “Risonanze armoniche”

Ho conosciuto Barbara diversi anni fa in occasione di un’esperienza artistica che abbiamo condiviso che si chiamava “Risonanze armoniche”; ricordo che rimasi completamente rapita da quella voce così pulita e dalla bravura non solo interpretativa, anche dalla maturità recitativa.
Barbara, che all’attivo vanta collaborazioni importanti, interpretazioni come solista d’opera e accompagnata da orchestra, è una ragazza brillante, gioiosa, che vive di musica ed è molto soddisfatta delle esperienze vissute e delle attività che sta svolgendo; è interessata a dimostrare la bellezza e la profondità delle emozioni che la musica sa trasmettere e la sua volontà sarebbe quella di far provare questo anche ai bambini partendo proprio dalle sue due bambine. Barbara si racconta in un’intervista esclusiva che è stata molto molto piacevole.
Barbara come è nato l’amore per il canto?
Fin da bambina amavo cantare, ero una bambina molto intonata ma il mio limite era la timidezza, in pubblico mi vergognavo a farmi ascoltare ed il canto rimaneva comunque un sogno “intimo”.
Poi durante i miei anni scolastici anche le recite mi misero alla prova e quando cantavo la mia vocina veniva notata. I miei genitori allora incentivarono questa mia propensione e volontà di cantare e nel 1996 cominciai
a seguire un corso presso il Teatro “Grattacielo” qui a Livorno con Enza Conte e mi ricordo sempre quando feci l’audizione: portai Aquarius tratto dal musical Hair e rimasero molto colpiti.
Ben presto poi i docenti si resero conto che per la musica leggera ero sprecata, avevo una bela estensione
vocale ed i sovracuti mi uscivano con molta facilità così mi consigliarono di seguire un percorso diverso:
quello della musica lirica.
E quindi comincia il tuo percorso nello studio dell’opera lirica?
Io che non conoscevo le opere e non le avevo mai ascoltate prima rimasi all’inizio un po’ perplessa ma presto mi resi conto che era quello che volevo fare e Patrizia Moretti mi introdusse in questo mondo. Decisi allora di intraprendere la strada del Conservatorio e dapprima provai a fare l’audizione per la Scuola Civica di Milano, quando mi comunicarono che mi avevano accettato ero incredula, mi sembrò una cosa talmente assurda che alla fine decisi di non andare; l’anno dopo però entrai al Conservatorio di Parma e sentii di aver avverato un sogno e arrivai fino al diploma con Sonia Turchetta. Successivamente frequentai per due anni l’Accademia della Scala come corista, poi corsi di alto perfezionamento del M° Vincenzo La Scola e del M° Enzo Dara presso l’Accademia Verdiana della Fondazione A. Toscanini, del M° Carlo Bergonzi, presso l’ Accademia Verdiana di Busseto e di Alessandra Rossi De Simone a Firenze.

Sei direttrice artistica di un progetto a Firenze che rappresenta una realtà unica nel panorama internazionale musicale che si chiama “Musica in maschera”, raccontaci di questa bella iniziativa…
Si tratta di una realtà nata a Venezia che si rivolge per lo più ai turisti e mette in scena Lirica e Balletto i cui interpreti di alto livello artistico sono vestiti con bellissime maschere del 700 veneziano.
Dieci anni fa circa mi è stato proposto il ruolo di Direttrice artistica per una nuova realtà che volevano far nascere a Firenze ed eccomi qua. I nostri spettacoli sono allestiti a Palazzo Arrighetti-Gaddi , dove ci esibiamo, dopo la visita della location, proponendo uno spettacolo di musica e balletto dove eseguiamo arie d’opera, selezioni di opere e musica balletto. In dieci anni mi sono creata un gruppo di professionisti di
qualità con proposte variegate: proponiamo pianoforte, archi, arpa, cantanti lirici, coppia di ballerini per passo a due; sono tutti artisti professionisti che hanno una carriera rilevante da solisti o facenti parte di
compagnie importanti. Sono molto contenta del gruppo che ho creato, lo sento come una famiglia di persone fidate e mi dà belle soddisfazioni.
Da ormai molti anni collabora con noi anche MSC crociere; in pratica la compagnia di crociere italiana fa riferimento alla nostra agenzia per “arruolare” musicisti classici e cantanti lirici nelle traversate ed infatti si sono affidati a noi per allietare la prima traversata della nave MSC SEAVIEW e saremo sempre noi a mandare un gruppo di professionisti sulla prima nave che per il gruppo MSC farà il giro del mondo, una bella soddisfazione!
Dal punto di vista artistico quali sono state le collaborazioni che ti porti nel cuore?
Non posso non parlare di Gabriele Baldocci e Marco Voleri, le mie anime gemelle musicali che sono dei grandi amici anche nella vita. Con Gabriele ho fatto una Tournèe italiana che prevedeva 4 date: Cagliari, Udine, Cremona e Catanzaro. E’ stata un’esperienza bellissima anche perché in quell’occasione ho anche avuto l’onore di calcare le scene con i grandi pianisti Martha Argerich e Daniel Rivera.
Con Marco ho partecipato a qualche data del Tour “sintomi di Felicità”.
Un’altra esperienza che mi porto nel cuore è quella fatta con Lindsey Kemp (recentemente scomparso) in occasione della realizzazione dell’opera mozartiana del Flauto Magico. Mi ricordo che ero anche incinta della mia seconda bambina, Valentina, e non potevo credere che mi avesse scelto. Lindsey era gioia allo sto puro, mi ha aperto la mente, mi ha lasciato molto; ci diceva sempre di aprirsi al pubblico “dovete dare,
dovete donarvi” e personalmente sono rimasta impressionata dall’uso che faceva delle mani. Io nel Flauto Magico interpretavo una delle dame e all’interno dell’opera io con le mie colleghe, sotto la guida di Lindsey,
avevamo preparato la scena dei ventagli in maniera meticolosissima, era un maestro molto preciso e ci teneva molto ai dettagli. Mi è rimasta nel cuore perché avevo le mie bambine, una la portavo in grembo,
l’altra (Alice) condivideva con me il palco perché anche lei faceva parte delle comparse. Sembra una banalità o una coincidenza ma tutt’oggi la mia bambina piccola quando sente la musica del Flauto Magico ne rimane rapita come se riconoscesse quelle melodie che aveva ascoltato quando ancora era in pancia.
A proposito, immagino che alle tue figlie vorrai insegnare la musica o comunque far capire loro l’importanza della musica nella vita…
Certamente, il mio sogno è quello di cercare di avvicinare le bimbe il più possibile alla musica. Mi piacerebbe molto se anche loro si innamorassero della musica tanto quanto la amo io, la musica ha una forza
incredibile, coinvolge, dà emozioni, ti fa stare bene.

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