Mensile di Attualità-Arte e Spettacolo rigorosamente Livornese

Dalia Colli

UN PERCORSO LAVORATIVO FATTO DI SACRIFICI MA ANCHE DI UNICHE SODDISFAZIONI

Dalia, come si legge in tutti i quotidiani è la truccatrice delle Star!
Un successo ammirevole per tutti noi Toscani, un forte ed emozionante orgoglio vederla salire sul palco per ritirare l’ambito premio “Davide di Donatello“.
Non conosco personalmente Dalia Colli, ma quando “una di noi” ce la fa siamo tutti spinti da un patriottismo felice e condiviso.
Come sempre però la mia curiosità mi spinge a saperne di più della vita lavorativa di Dalia e decido quindi di contattarla per chiederle come si è evoluto il suo percorso lavorativo, quali esperienze e quali momenti l’hanno spinta ad andare sempre più avanti.
Dalia mi risponde cordialmente e gentilmente, si scusa di non potermi incontrare poichè attualmente non si trova a Livorno, mi dice che mi scriverà e che cercherà di essere il più esaustiva possibile.
Di seguito vi riporto quello che Dalia mi ha scritto.
Sono righe piene di storia, di un vissuto forte e concreto.


“Sto scrivendo questa mail mentre viaggio alla volta di Monopoli (Puglia). Fino a ieri ero a Livorno dalla mia famiglia e il giorno prima ancora ero nelle campagne di Sinalunga (Siena).
Questo fa parte del mio lavoro e quindi della mia vita.
Sto girando il PINOCCHIO di Garrone che forse è il film più difficile, tecnicamente parlando, che abbia mai fatto.

E pensare che nel ‘99 venne una troupe romana a girare una fiction a Livorno e io, che frequentavo l’ Accademia di Belle Arti di Firenze, scoprivo tutto un mondo... Il DIETRO LE QUINTE.
Mi chiesero di curare la scenografia e quindi trovavo le locations e facevo l’attrezzista di scena. Il trucco ancora non era nei miei pensieri.
Subito dopo feci il trasferimento all’Accademia di Roma perché volevo a tutti i costi trovare il modo di entrare nel mondo del cinema e naturalmente, ho dovuto fare mille altri lavori per mantenermi nella costosissima metropoli capitolina.

Tramite una truccatrice mia conterranea, Paola Gattabrusi, ho solcato il mio primo set come aggiunta trucco nel 2001, una volta finiti gli studi accademici.
Da lì ho iniziato a lavorare in un laboratorio di effetti speciali a Roma e ho cercato di imparare tutto quello che mi ha fatto andare avanti da sola.
Adesso, dopo quasi vent’anni di carriera, posso sicuramente dire che ogni film, ha qualcosa da Insegnarti, specialmente quando lavori con veri professionisti.
Il mio primo David l’ho vinto per il film Reality di Garrone. Non me lo sarei mai aspettato e infatti, sul palco della premiazione, non riuscii a trattenere le
lacrime. Mi veniva in mente la fatica fatta per gestire un film grande e contemporaneamente un’ esperienza di vita non indifferente.
Il 27 marzo mi hanno premiata per la seconda volta con un David, condiviso col mio collega e amico Lorenzo Tamburini per il film Dogman, anch’esso di Garrone.
È stato bellissimo fare quel film e soprattutto vederlo tre volte di fila in sala ed esserne sempre abbagliata dalla sua bellezza.
Per DOGMAN abbiamo ricevuto anche L’EFA 2019, insomma...un trionfo!
Naturalmente non sempre si fanno film belli ma ogni volta si dà il massimo. Potrei scrivere un libro per quante cose ho vissuto, visto e lasciato nella mia memoria; posti meravigliosi come l’Africa, metropoli caotiche e a volte anche pericolose, persone speciali che forse mai rincontrerò.

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eirut distrutta dalla guerra, un tramonto velato e una musica araba a tutto volume su un pulmino e una piccolissima troupe autoctona e italiana che balla libera, fregandosene del divieto assurdo di ascoltare musica in un paese fantasma. Avevo trentatré anni e stavo trascorrendo la mia luna di miele mentre giravo un corto per l’unesco in Libano.
L’unico cruccio della mia vita lavorativa è che ogni volta lascio mia figlia, anche se pur in buonissime mani, e di questo ne soffro molto.
Finalmente ho un laboratorio che condivido con mia sorella Francesca, restauratrice e il mio fratellino Francesco, designer. Sogniamo un giorno di creare una realtà lavorativa comune che abbracci più campi, una dallo special makeup prostetico al restauro ligneo, alla scenografia, al concept grafico. Sarebbe bellissimo e forse non impossibile. Basta avere coraggio, inventiva e senso del sacrificio, tutte cose che gravitano attorno ad una grande passione.
Auguro a tutti i giovani di seguire le proprie passioni fino a realizzarle, senza paura, usando cuore e testa.
In bocca al lupo a tutti!

Ringrazio Dalia per aver dedicato un pò del suo tempo per raccontarci di lei, della sua carriera e delle belle soddisfazioni raggiunte durante il suo percorso lavorativo.
Credo che quando si è guidati dalla passione di svolgere la propria attività, qualsiasi essa sia, non si avverti nessuna fatica, percorriamo la strada con disinvoltura e piacevolezza, non avvertiamo la stanchezza e viviamo il presente con conretezza e piena soddisfazione.
Sicuramente, come ha scritto Dalia, le rinunce sono tante, la famiglia per prima, ma alla fine se si riesce a trovare un giusto compromesso tutto può proseguire con ancora più determinazione e sicurezza.
Non so quali emozioni si possano provare per la consegna di un premio di un premio così prestigioso, come quello del Davide di Donatello, ma vedendo il bel sorriso di Dalia sicuramente si è attraversati da una forte emozione di soddisfazione, gratitudine per tutto il tragitto fatto, un momento unico in cui sei premiata tu e tutto quello che sei riuscita a trasmettere durante tutto il tuo percorso.
Un successo!
Buon lavoro Dalia!

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