C’era ina volta il Rotonda….

Quando nel lontano 1953 Mario Borgiotti insieme a Nedo Luschi e Renzo Casali decisero in una riunione al Caffé Brilli, situato di fronte alla nota Bottega d’Arte di Angiolini di dare vita, all’interno della Pineta d’Ardenza ad una rassegna d’arte, nessuno si sarebbe immaginato della longevità che avrebbe avuto quella manifestazione.

Di Mauro Barbieri

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Quando nel lontano 1953 Mario Borgiotti insieme a Nedo Luschi e Renzo Casali decisero in una riunione al Caffé Brilli, situato di fronte alla nota Bottega d’Arte di Angiolini di dare vita, all’interno della Pineta d’Ardenza ad una rassegna d’arte, nessuno si sarebbe immaginato della longevità che avrebbe avuto quella manifestazione. La rassegna prese il nome di ‘Premio Rotonda’ per alcuni anni, per poi cambiare denominazione in ‘Premio Rotonda Mario Borgiotti’ e terminare negli ultimi anni in ‘Premio Rotonda Mario Borgiotti - Città di Livorno’.

Nata come estemporanea, sotto i famosi alberi della Pineta d’Ardenza, negli anni è cresciuta d’importanza prendendo una fisionomia ben definita di “Rassegna d’Arte”. Pur annoverando fasi diverse per qualità ed importanza, è riuscita ad attirare l’attenzione di artisti, critici, collezionisti, giornalisti e semplici visitatori.

Tante le figure di rilievo che hanno, con la loro presenza e passione, affiancato il “Premio”. I fondatori (Borgiotti, Luschi, Casali) in primis, ma anche una figura carismatica come Luciano Bonetti, archivio vivente negli anni, della storia Ardenzina. Grazie a lui, sono giunti ai giorni nostri, gli elenchi dei partecipanti, le note dei verbali stilati dalle giurie, le rassegne stampa, le foto d’epoca, ma sopratutto tanti “aneddoti e curiosità”.

Come detto in precedenza, non tutte le edizioni sono state esaltanti, ma alcune hanno toccato annate di livello nazionale ed internazionale. Vengono ricordate da tutti ed in particolare per chi si intende di “arte” e di “organizzazione”, le gestioni dal 1988 in poi , per alcuni anni, quelle sotto la professionale guida di Cesare Rotini.

Il Premio Rotonda diventa in quegli anni, un Expo estivo di livello nazionale. Giurie importanti, artisti di alto profilo e Gallerie provenienti da tutta Italia, rendono la manifestazione prestigiosa. Livorno però è lontana dalle realtà delle grandi metropoli italiane,

     e così, mestamente, torna a limitare la propria visibilità.

Cesare Rotini lascia la gestione, ed il Premio Rotonda “Mario Borgiotti”, ripercorre l’antico sentiero popolare, dove tutti, possono partecipare, senza distinzioni di sorta, se non con una leggera selezione dettata più che altro dal numero delle adesioni.

Il critico d’arte Micieli scrive in quel periodo: “Nonostante gli esiti felici della gestione di Cesare Rotini, si snaturava lo spirito del Rotonda per come era stato vissuto nel tempo; come festa e appuntamento disimpegnato di una città con il sogno collettivo della pittura, celebrata come musa feriale, accessibile e grata, popolare perchè praticata da molti e amata da moltissimi, se non da tutti.

Illustri personalità sono passate sotto i famosi alberi della Pineta. Ricordiamo Carrà e Soffici, Annigoni e Messina, Pozzati, Migneco, Maccari, Montale, Bargellini, Spadolini, Ghelarducci, March, Pazzi e numerose altri grandi nomi.

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Negli anni varie Associazioni Culturali, prima fra tutte da ricordare la RO-ART ed il suo presidente Manlio Allegri, si sono prodigate per continuare a far vivere questo importante appuntamento estivo livornese.

Gli alti e bassi si sono susseguiti quasi in maniera normale, ma nel 2010, in occasione della 58a edizione, viene deciso di nominare un Consulente e coordinatore artistico per rilanciare la manifestazione. Viene chiamato lo Storico dell’arte Gianni Schiavon, personalità di spicco nel panorama artistico cittadino.

Importanti Premi acquisto (Città di Livorno, Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, Mario Borgiotti, Provincia di Livorno, Piero Vaccari), si uniscono ai premi di rappresentanza dello Storico Caffè. Bardi, al Mario Petri, alla Fidapa, al premio Arte a Livorno e oltre confine, al Daniela Nenci, al Premio Anna Chelli, a quello dell’Autorità portuale e ad altri.

Viene reso omaggio con un esposizione all’interno della manifestazione, ai tre fondatori (Borgiotti, Luschi e Casali). Vengono create mostre retrospettive in ricordo di Voltolino Fontani, Marcello Landi, Jean Mario Berti e Piero Monteverde. Realizzati anche premi alla carriera per Maestri storici come Bruno Secchi e Renato Spagnoli, e maestri contemporanei con le figure di Raffaele De Rosa e Mario Madiai. In quell’edizione, accompagnata da un pregevole catalogo, partecipano circa 200 artisti.

Negli anni a seguire, dopo il ritiro di Gianni Schiavon,  come da consuetudine, si alternano ancora alti e bassi.

I segnali di declino si avvertono negli anni precedenti alla “Pandemia Covid”, nonostante gli sforzi degli organizzatori di mantenere viva la manifestazione.

Iniziano i lavori allo Chalet della Pineta di Ardenza. La manifestazione non può svolgersi nella sua sede di nascita, e viene ‘parcheggiata’ dentro la Fortezza Vecchia di Livorno. Poco spazio, pochi partecipanti, pochi visitatori, pochi premi, poca… attenzione.

è il preludio al cambio di rotta. L’anno dopo a sorpresa, la Ro-art, storica Associazione, perde la gestione a discapito di un’altra realtà associativa.

Ci troviamo di fronte ad un malato terminale.

Nel 2019, con un colpo di coda, si uniscono più Associazioni Culturali (Ro-art e Toscana Arte “Giovanni March”), per cercare di salvare il salvabile. La Pineta torna ad essere il Teatro per gli ultimi affezionati.

Nel 2020 ‘salta’ la manifestazione per la prima volta dalla sua fondazione (1953) a causa dei vari DPCM Covid.

Quest’anno, 2021, riaperte tutte le manifestazioni, con le dovute attenzioni , si pensava che anche il Premio Rotonda “Mario Borgiotti” Città di Livorno potesse riprendere il suo cammino ed invece... Nessun comunicato ufficiale da parte dell’Amministrazione Comunale di Livorno. Nessun comunicato stampa da parte delle Associazioni che in questi anni, hanno tenuto vivo l’interesse per “la Livorno dei pittori”.

Un silenzio assordante anche da parte degli attori (Pittori e scultori). Tutti hanno alzato la “Bandiera Bianca”.

Pensare che fino al 2019 era stata sicuramente la rassegna d’arte più antica d’Italia se non d’Europa. Centinaia e centinaia di artisti italiani ed internazionali si erano susseguiti in questi decenni . Migliaia le opere esposte. È stata per decenni l’appuntamento estivo più sentito nella nostra città per chi ama l’arte. Esporre nella ‘Pineta’ , teatro e fonte d’ispirazione per artisti come Giovanni Fattori, Cesare Bartolena, Ulvi Liegi, Gino Romiti, Amedeo Modigliani, Guglielmo Micheli e altri, è stato per molte generazioni di pittori un eccezionale trampolino di lancio. Il contatto con il pubblico , le giornate e serate passate a conversare. Il confrontarsi, il gioire o penare per riconoscimenti avuti o mancati.

Una chiusura triste. Chi scrive, ha vissuto questa manifestazione da vicino per circa 20 anni. La rivista “Arte a Livorno e oltre confine”, è stata la pubblicazione ufficiale della manifestazione.

Oggi rimangono i cataloghi, le foto, i video, i ritagli di giornali a ricordare una bella storia. Una morte, perché così va considerata, senza sapere il perché. Forse, lo spirito dei vecchi artisti è venuto a mancare alle nuove generazioni.

Un vero peccato per una città come Livorno, dove l’arte dovrebbe essere uno dei cardini della propria appartenenza.

Forse il declino, è lo specchio di una città che cerca di recuperare una propria immagine, ma che si trova in gravi difficoltà dettate anche da una situazione economica non proprio rosea.

Tutto ha un inizio ed una fine, ed il Premio Rotonda “Mario Borgiotti” Città di Livorno, a meno di miracoli per il 2022, ci ha salutato.

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