A Livorno manca sempre uno per fare cento!

Il Monumento al †, simbolo della difesa popolare del castello di Livorno durante l’assedio del 1496, dal 19 marzo scorso, data peraltro non banale perché ricorda l’anniversario dell’elevazione di Livorno a Città, avvenuta nel 1606, ha trovato, dopo apposito restauro e la costruzione di un nuovo basamento in marmo con fontana, la nuova collocazione in piazza del Municipio, all’incrocio tra viale degli Avvalorati e scali del Corso.

Di Bruno Damari

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Il Monumento al Villano, simbolo della difesa popolare del castello di Livorno durante l’assedio del 1496, dal 19 marzo scorso, data peraltro non banale perché ricorda l’anniversario dell’elevazione di Livorno a Città, avvenuta nel 1606, ha trovato, dopo apposito restauro e la costruzione di un nuovo basamento in marmo con fontana, la nuova collocazione in piazza del Municipio, all’incrocio tra viale degli Avvalorati e scali del Corso. Iniziativa caldeggiata dall’Associazione “Repubblica dei villani”, coordinata da Lenny Bottai, che pure si è accollata la raccolta fondi per le spese di restauro della statua e il trasferimento dalla vecchia sede di largo Fratelli Rosselli.

Decisamente una iniziativa da applaudire che rende più visibile la statua, realizzata nel 1956 dagli scultori Vitaliano De Angelis e Giulio Guiggi, in un percorso ideale che racconta la vera essenza della livornesità, che parte dalla Fortezza Vecchia, passa da piazza del Municipio e dalla statua del Villano, prosegue costeggiando il murales che ricorda le Leggi Livornine sugli Scali delle Pietre, per concludersi con la Fortezza Nuova.

Tutto bene. Anzi, no. A distanza di 5 mesi il monumento è ancora sprovvisto di qualsiasi indicazione (sic!). Né un cartello turistico, né l’indicazione degli scultori, né una targa per spiegare ai turisti, ma anche agli stessi livornesi, il senso e il valore “del simbolo della storia di Livorno e della livornesità, quella più genuina e popolare” (parole del sindaco Salvetti all’inaugurazione). E poi, quel pratino spelacchiato (altro sic!), è un altro schiaffone allo stesso Villano e all’intera città.

A Livorno, ahinoi, ne manca sempre uno (quando va bene) per arrivare a cento.

La storia della statua - La statua fu realizzata nel 1956 dagli scultori Vitaliano De Angelis e Giulio Guiggi, ed è la terza versione dell'opera simbolo della difesa popolare del Castello di Livorno durante l'assedio del 1496. Di quella originale, in macigno o marmo, attribuita allo scultore Romolo del Tadda, realizzata oltre un secolo dopo l’epoca degli avvenimenti, si persero le tracce secoli fa.

Un nuovo Monumento al Villano, in gesso, fu realizzato a inizio Novecento, ma fu distrutto nel 1922 in occasione di un assalto di squadracce fasciste alla sede del Partito Repubblicano, dove era custodito.

Dal dopoguerra la terza versione dell'opera si trovava in largo Fratelli Rosselli, per volontà del sindaco Nicola Badaloni. Anche l'inaugurazione della scultura in largo Fratelli Rosselli avvenne in data 19 marzo (nel 1956, 350° anniversario dell’elevazione di Livorno a Città).

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