Fondazione onlus “Luigi Scotto”: la profondità del bene

A nord di Livorno, in località Stagno, precisamente in via Bru- no Buozzi 13, immersa nel verde sta una struttura edilizia nata grazie all’opera benemerita di un gruppo di volontari

A nord di Livorno, in località Stagno, precisamente in via Bru- no Buozzi 13, immersa nel verde sta una struttura edilizia nata grazie all’opera benemerita di un gruppo di volontari, allo scopo di contribuire a risolvere la vita quotidiana dei disabili adulti di ambo i sessi. Si tratta di un ambiente domestico per persone con malattie croniche invalidanti, tranne quelle psichiatriche, con difficoltà e problemi di relazione fornendo loro prestazioni alberghiere, assistenza neurologica, psicologica, fisioterapica attraverso convenzioni con professionisti. Insomma, questa struttura ha la funzione di creare, per quanto possibile, un ambiente familiare. Si chiama “Fondazione Luigi Scotto onlus” e oggi accoglie ventisette disabili assistiti, con amore e competenza, da quarantacinque persone aventi le qualifiche di O.S.A. (Operatore socio assistenziale), O.S.S.S. (Operatore socio sanitario specializzato), personale ausiliario e  amministrativo.

Che fanno gli ospiti durante la giornata?

Fanno attività quali la musica, la danzaterapia, la pet-terapy, frequentano i laboratori di pittura, di disegno, quest’ultimi  in stretto contatto con la parrocchia “7 Santi” di Livorno, e in località  La Puzzolente, in via Tramontana 4, presso l’ A.PO.DI onlus anche l’ippoterapia.

D’estate gli ospiti sono portati al mare, al Calambrone, presso i bagni Nirvana, al momento preferiti ai bagni Etruria dove pure andavano fino a qualche tempo fa. L’addio al mare è sempre salutato, ogni anno, con un pranzo luculliano che viene, a giusta ragione, ricordato durante le rigide giornate invernali.

Il teatro è stato il fiore all’occhiello e ha visto il prof. Lamberto Giannini, docente di storia e filosofia al Liceo Scientifico Enriques, impegnato a unire il teatro alla disabilità. Inizialmente non c’era alcun obiettivo artistico, poi il prof. Giannini si convinse che qualcosa poteva esser fatto in quella direzione e così nacque il gruppo Mayor Von Frinzius con molti attori disabili della Fondazione Luigi Scotto. Il tutto è stato coronato, ogni anno, con una rappresentazione alla Sala Spettacolo di Collesalvetti, sempre affollata.

Da due anni l’attività teatrale è sospesa e sostituita dalla danzaterapia. Fra gli attori come non ricordare Simone, Simone Cavaleri! Bravissimo.

Simone è entrato anche nel gruppo di Paolo Ruffini e ha fatto parte del cast di Up&Down – un film normale - un docufilm premiato per la categoria Miglior Docufilm Sociale. 

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Simone, però, ha dovuto soprassedere dal seguire la compagnia di Ruffini nei teatri d’Italia. A lui piaceva recitare, ma le lunghe trasferte e il dover dormire negli alberghi gli creava disagio.

E’ ospite della Fondazione, fin dal 1995,  anche un poeta, Alessandro, Alessandro Giuntini all’anagrafe. Ha vinto il 1° premio della poesia al concorso bandito dal Comune di Collesalvetti con Microcosmo  e ha avuto molti altri riconoscimenti. Lo puoi trovare al tavolo mentre legge, e legge molto, oppure scrive, e scrive molto. Lo conoscono tutti a Stagno, perché è solito andare con il suo deambulatore a spasso per le strade della frazione e se non lo

     vedono, gli abitanti si informano sul motivo dell’assenza. Sì, perché il rapporto degli abitanti con la Fondazione e i suoi i ospiti è molto sentito. Lo posso testimoniare. Quando i giovedi mattina vado a far visita al fratello di mia moglie, qui ospite dal 2012,  e poi andiamo a passeggiare per le strade e i viottoli limitrofi, o in alternativa alla Conad, quando fa freddo d’inverno, tra le persone che incontriamo  è una gara a salutarlo: “ciao”, “ciao” qualche volta anche “ciao Andreino”.  C’è anche chi si ferma a parlare.

Il rapporto umano con il quartiere è insomma ottimo.

Ma come è nata la struttura?

Nel febbraio 1979 il CUH (Comitato Unitario Handicappati) nacque con l’obiettivo di fare qualcosa di molto concreto per garantire accoglienza e assistenza quotidiana ai portatori di handicap fisici o mentali. Il prof. Luciano Vizzoni, primario ospedaliero di pediatria e impegnato al Municipio di Livorno ad aiutare le associazioni umanitarie, fu l’ideatore e  l’anima di quel movimento. Insieme a lui  molti altri fra cui Luigi Scotto, Enrica Monticelli Visone ecc.

Quando il 27 settembre 2014, all’età di 82 anni, Luciano Vizzoni morì, Juri Novelli, altro ospite della struttura, volle officiare alle onoranze funebri con un suo scritto, ma grande e grosso com’è, capace di buttar giù una parete con una spallata, non fu in grado di leggere per la commozione che lo prese e chiese che il suo scritto lo leggesse una signora.

Dopo molti ostacoli e peripezie per la sua realizzazione, il 12 maggio 1992 fu inaugurata ufficialmente (quella ufficiosa nel 1991) la struttura di via Buozzi (la parte di fronte al cancello, fino al garage che allora non c’era) e quel giorno entrarono i primi tre ospiti. La struttura prese il nome Casa Famiglia Mario Borrelli, il cui padre, Vito, ha concretamente collaborato alla sua realizzazione.

Al dicembre 2003 risale, invece, la inaugurazione della Casa Famiglia Elio Visone e il Centro Diurno Il Mandorlo. In tale circostanza fu assunto il patrimonio del Comitato Unitario Handicappati e cioè Casa Famiglia Mario Borrelli, Casa Famiglia Elio Visone e il Centro Diurno “Il Mandorlo” perseguendone gli obiettivi.

Oggi la Fondazione Scotto gestisce le due case e il Centro diurno Il Mandorlo attraverso la Cooperativa Sociale “Il Girasole”.

Gli ospiti che risiedono nella Casa Famiglia contribuiscono alle spese con la pensione di invalidità che percepiscono dallo Stato e con altre eventuali entrate.

Enrica Monticelli Visone, già volontaria del C.U.H. e poi Assessore al Sociale del Comune di Collesalvetti, è stata ed è l’anima di tutte le attività svolte dalle sue origini fino alla creazione della Fondazione, per proseguire fino ad oggi. E’ stata  la terza presidente del C.U.H fino a due mesi fa, dopo Vizzoni e Luigi Scotto, e oggi ricopre l’incarico di vicepresidente e segretaria della Fondazione.

Presidente della Fondazione è, attualmente, Fabio Cei; consiglieri Giuseppe Marcacci, Rosy Sergi, Emma Acquaviva, Giuliana Grifoni e Paola De Gregorio.

Per le attività di supporto agli ospiti ci si avvale della preziosa consulenza di una psicologa, nella persona della dr.ssa Paola Morelli, mentre la coordinatrice delle attività dei ragazzi è la dr.ssa Arianna Cerretti. Irene Visone gestisce il personale.

Recentemente la Fondazione ha messo in piedi un co-progetto finanziato dalla Regione Toscana in collaborazione con la Asl nord-ovest, area livornese, e il Comune di Livorno chiamato VOLA (Vivere Organizzati in Libertà e Autonomia). Quattro ragazze, individuate dai servizi sociali territoriali, in accordo con la Fondazione, vivono, da sole,  in un appartamento, in via Guerrazzi 11, a Stagno, seguite da personale specializzato della Fondazione.

Che dire! In una società sempre più schiamazzante, piena di odio e manifestazioni di collera, dove i down sono respinti in certi alberghi e ristoranti nel bel paese là dove il sì suona, vedere persone solidali che silenziosamente operano verso persone più deboli, bisognose di aiuto, dà speranza. Insomma, in via Buozzi 13 si respira la “profondità del bene”, da qui la speranza nel futuro.

di Luciano Canessa

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