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Livorno nonstop

Reg.Tribunale Livorno n. 451 del 6/3/1987

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Editrice il Quadrifoglio s.a.s.

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Quando cristiani, ebrei e musulmani pregarono uniti per la pace nel mondo

L'evento si svolse in piazza del Luogo Pio nel 1986 ed è ricordato la una (sbiadita) lapide

"Francis Arinze e cardinale, Elio Toaff, rabbino, Abd Al Wahid Pallavicini iman, Da­vide Melodia pastore. Il 24 Settembre 1986 pregarono per la pace. I giovani de­mocristiani". La targa sbiadita, quasi illeg­gibile, appesa a fianco della facciata della recuperata chiesa sconsacrata del Luo­go Pio, a pochi metri dal get­tonatissimo Museo della Cit­tà, difficile anche da scorge­re al più attento passante o turista sconosciuta anche a tanti livornesi), meriterebbe sicuramente maggiore visi­bilità. Basterebbe riprendere le lettere scolorite, con una semplice operazione di riverniciatura. Altrimenti si rischia di far passare inos­servato un evento che ha in­vece rappresentato per Li­vorno, alla fine degli Ottan­ta, un momento eccezionale di incontro e di preghiera per la pace nel mondo. L'occasione si ebbe per il raduno nazionale dei giova­ni democristiani che si svol­se dal 20 al 26 settembre 1986 con l'ausilio della nave Achille Lauro, reduce, alcu­ni mesi prima durante una crociera nel Mediterraneo, del tragico sequestro e dirot­tamento al largo delle coste egiziane ad opera di terrori­sti armati, appartenenti all'l'Olp, che chiedevano la li­berazione di 52 palestinesi detenuti in Israele dove, tra l'altro, la nave era diretta. Furono giorni (tra il 7 e 10 ottobre 1985) di forte tensio­ne (anche tra Italia e Usa sfiorando addirittura lo scon­tro armato nella base Nato di Sigonella, in Sicilia), fin quando il presidente del Con­siglio Beffino Craxi con il mi­nistro degli Esteri Giulio An­dreotti decisero di chiedere la collaborazione del presidente palestinese Ara­fat per liberare le oltre 450 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio ri­maste a bordo dell'Achille Lauro (il "grosso" dei turi­sti, circa 2.000 unità, era in­vece a terra per un'escur­sione). Prima di arrendersi i terroristi uccisero un cittadi­no americano, paralitico e in carrozzella, di fede ebraica. Questo era il clima politico internazionale di allora. Poco prima dell'incontro interreli­gioso di Assisi del 27 otto­ bre 1986, promosso da Papa Giovanni Paolo II, a cui ade­rirono tutti i massimi rappre­sentanti delle chiese cristia­ne e oltre sessanta di altre religioni, compreso il Dalai Lama, per pregare tutti as­sieme per la pace, la Demo­crazia Cristiana, allora gui­data dal segretario Ciriaco De Mita, eletto al XVI Con­gresso del partito nel 1984 con uno scarto ridotto sul-l' altro candidato Vincenzo Scotti, organizzò l'evento "Itinerario terra-mare dei giovani Dc per la pace",

ribattezzato "Gio' 2 boat", proprio a bordo della nave Achille Lauro. Per l'occa­sione il transatlantico (su cui cadde la maledizione defini­tiva otto anni più tardi: il 2 dicembre 1994, durante una crociera tra Genova e il Sud Africa, a causa di un incen­dio, naufragò al largo della Somalia, finendo sommersa su un fondale di 5.000 metri, dove tuttora giace) fece tap­pa in sole cinque città: Ge­nova, La Spezia, Livorno, Napoli e Palermo. Presenti tutti i più alti vertici della Dc

e molti personaggi politici e della cultura (tra questi an­che il grande maestro Fran­co Zeffirelli, scomparso il 15 giugno scorso) che parteci­parono, sia a bordo che a ter­ra, a numerose manifestazio­ni e incontri, con la precisa intenzione di testimoniare, a fianco di migliaia di giovani, l'opposizione a tutti i conflit­ti mondiali.

Nella due giorni di Livorno (la nave attraccò all'Alto Fondale), gli appuntamenti con i giovani della Dc si svol­sero al cinema Odeon, al-

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la Terrazza Mascagni, in piazza della Repubblica e in piazza del Luogo Pio, dove fu allestito un grande tendo­ne tensostatico. A tirare le fila della Dc livornese erano Paolo Rotelli, segretario pro­vinciale, e Angelo Mancusi, responsabile dell'organizza­zione del "Gio' 2 boat". Par­ticolarmente seguito l'incon­tro all'Odeon sul tema "Nodo della pace nel dia­logo Est-Ovest", con pro­tagonisti Peter Bridges, del dipartimento di stato Usa, e Victor Gaiduk dell'accade­mia delle scienza in Urss, ma quello che ebbe maggior suc­cesso, sempre all'Odeon, fu senz'altro il dibattito "Scien­za, cultura e progresso economico tra guerra e pace" con protagonista Car­lo Rubbia, fresco premio Nobel per la fisica nel 1984, il ministro demoscristiano Luigi Granelli e il leader di Comunione e Liberazione, Roberto Formigoni_ Con­temporaneamente, in piazza ci furono anche momenti di spettacolo e di buona musi­ca con i fratelli Colombaioni e, soprattutto, Antonello Venditti. Il clou delle 48 ore livornesi fu però quell'incontro, sotto un'unica preghiera, tra cat­tolici, ebrei, islamici e valde­si; sotto il tendone di piazza del Logo Pio si ritrovarono il cardinale nigeriano Francis Arinze, presidente del segre­tariato per i non cristiani, il rabbino Elio Toaff, capo del­la Comunità ebraica italiana, 1' iman Abd Al Wahid. Palla-vicini, del Centro islamico culturale italiano e il pasto­re evangelico valdese Davi­de Melodia, come appunto ricorda la targa. Presenti anche il vescovo Alberto Ablondi e in sindaco Rober­to Benvenuti ed altre autori­tà locali. Furono intonate nelle lingue originali le quat­tro traduzioni del "credo" di Martin Luther King:

"Oggi, nella notte del mondo E nella speranza della Buona Novella, affermo con audacia la mia fede nell'avvenire  dell 'uinanità.... ...Oso credere che un giorno Tutti gli abitanti della terra potranno ricevere tre pasti al giorno

per la vita del corpo, l'istruzione e la cultura per la salute dello spirito, l'uguaglianza e la libertà per la vita del cuore...".

Martin Luther King