Renato Spagnoli

Abbiamo chiesto a Gian Marco Casini, titolare della rinomata Galleria d’Arte “Gallery”, situata in Via Montebello a Livorno, di raccontarci il percorso artistico di Renato Spagnoli e di narrarci la storia della famosa “A” di Piazza Attias.

La grande “A” di Renato Spagnoli

Abbiamo chiesto a Gian Marco Casini, titolare della rinomata Galleria d’Arte “Gallery”, situata in Via Montebello a Livorno, di raccontarci il percorso artistico di Renato Spagnoli e di narrarci la storia della famosa “A” di Piazza Attias.

Spagnoli nasce a Livorno il 28 Dicembre del 1928 a Livorno, in giovane età si iscrive al PCI ed inizia ad organizzare nel rione Stazione feste dell’Unità e serate danzanti, mentre nel 1956 comincia a lavorare come verniciatore per le Ferrovie

dello Stato. La vera e propria carriera artistica di Renato Spagnoli fiorisce però nel 1960 dopo la sua visita, insieme al suo amico Giorgio Bartoli, alla Biennale d’Arte di Venezia dove rimane colpito dalla suggestiva creazione di Franz Kline, pittore statunitense e artista tra i maggiori esponenti dell'Informale.

Nel 1961 Spagnoli inizia a realizzare i primi lavori dove esprime su carta di colore, forme astratte e veri e propri dripping. Negli anni successivi partecipa a numerose mostre collettive, spostandosi in varie città italiane, mentre all’inizio degli anni 70 si trasferisce per un breve periodo a Parigi, dove in seguito tornerà più volte e dove instaurerà importanti rapporti con noti artisti locali.

Il percorso artistico di Renato Spagnoli è indubbiamente ricco, ci soffermiamo però sulla storia della famosa “A” situata in Piazza Attias, installazione che viene vista quotidianamente dai nostri cittadini.

Gian Marco ci racconta che il tutto è partito dal Comu-

    ne di Livorno quando decise di decorare tale piazza. I lavori di riqualificazione, affidati all’architetto Luca Barsotti, prevedevano, oltre a panchine e fioriere, l’installazione di un grande elemento di arredo urbano a forma di “A” (senza la linea laterale) come Attias e di colore rosso corallo in ricordo della lucrosa attività industriale di tale famiglia. Il consigliere di Forza Italia, Roberto Russo, critico d’arte, propose il nome di Renato Spagnoli, poiché sapeva che in gran parte l’artista si era già focalizzato sullo studio della lettera “A”: la proposta fu accettata e così si diede inizio ai lavori.

Il primo progetto della “A”, proposto da Renato Spagnoli, era già di colore rosso e presentava una maggiore inclinazione rispetto a quella che oggi vediamo, ma fu respinta dal Comune, che vedevano nell’installazione un pericolo per i cittadini e per la stabilità dell’opera stessa. Così Renato scelse di realizzarla con un angolo meno “ripido” e con un baricentro maggiormente stabile.

L’installazione, una volta conclusa e posizionata, fu inaugurata nel 2011 dall’allora Sindaco Alessandro Cosimi, alla presenza, ovviamente, dell’artista.

Ad oggi, purtroppo tale installazione sembra avere poco rispetto e ciò fa riflettere sulle iniziali perplessità avute dal Comune per il primo progetto. I bambini usano la statua, che adesso è piena di scritte, come scivolo, un gioco tra l’altro molto pericoloso.

Purtroppo a Livorno - fa presente Gian Marco - abbiamo già assistito al vandalismo sul Monumento in onere delle vittime del Moby Prince di Federico Cavallini, altro noto artista livornese. Sarebbe quindi davvero importante che la nostra città si prendesse “cura” di tali “monumenti artistici” sia per una questione di decoro urbano che di rispetto per l’espressione artistica stessa.

Tra le iniziative di rilievo nella nostra città Gian Marco ci evidenzia che nel 2016 la Fondazione Livorno organizzò, con il consenso dell’allora avv. Luciano Barsotti, una grande mostra antologica di Renato Spagnoli, curata da Antonella Capitanio. Per tale occasione la Fondazione commissionò a Renato Spagnoli una scultura tipica della produzione dell’artista in ferro smaltato dal titolo “Grido Rosso”, una statua di circa due metri che ora fa bella mostra nell’aiuola laterale di Piazza Grande, nei pressi dell’ingresso della stessa Fondazione

Infine per quanto riguarda l’archivio artistico di Renato Spagnoli (scomparso il 13 marzo 2019), il figlio Enrico Spagnoli e sua figlia Greta, con l’aiuto di Roberto Peccolo e Gian Marco Casini Art Gallery, hanno deciso di promuovere e divulgare, attraverso mostre pubbliche e private, come quella che si è tenuta a Massa nel gennaio scorso, l’arte di Spagnoli.

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