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Rossana Berti, tra pittura e magiche installazioni

Rossana Berti, artista livornese che da oltre quaranta anni svolge attività pittorica ed inoltre crea curiose ed originali installazioni utilizzando diversi supporti e materiali tra cui plastiche

Rossana Berti, artista livornese che da oltre quaranta anni svolge attività pittorica ed inoltre crea curiose ed originali installazioni utilizzando diversi supporti e materiali tra cui plastiche, reti di metallo,  carte  sporcate di ele-  menti commestibili, che risentono di tutto il bello delle numerose culture e dell’arte delle comunità internazionali che ha avuto il piacere di conoscere nell’arco della sua vita.

Mi è rimasto impresso un articolo che ho letto nel mese di novembre 2019 comparso su un giornale online, in cui si parlava di una livornese premiata dal Comune di Pisa, insieme ad altri cinque artisti che erano stati selezionati per donare una loro opera al Comune… un bel riconoscimento! Ma perché una nostra concittadina premiata dal Comune di Pisa?

L’ho contattata ed ecco cosa mi ha raccontato.

Nata appunto a Livorno, Rossana Berti, si è formata artisticamente all’Accademia delle Belle Arti “Trossi Uberti” con Voltolino Fontani frequentando anche la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Pisa dove ha potuto approfondire le materie sociologiche e antropologiche legate alle espressioni artistiche sia europee che extra-europee.

Comincia così il suo viaggio nel mondo alla scoperta di varie culture e artisti internazionali che hanno certamente influenzato la sua arte.

Rossana, guardando le tue opere è davvero difficile non notare un sapore primitivo, fatto di segni primordiali e atmosfere che ricordano luoghi lontani…

Il lavoro di mio marito mi ha portato a girare il mondo ed ovunque andassi la mia passione per l’Arte prendeva il sopravvento;  se da un lato volevo approfondire la conoscenza di queste nuove realtà culturali frequentando scuole di specializzazione ed artisti locali di rilievo, dall’altro cercavo di trasferire la mia passione ai giovani artisti locali attraverso lezioni di arte.

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Durante i miei numerosi e prolungati soggiorni all’estero, ho frequentato i corsi di arte pre-colombiana alla Università “Santa Maria” a Valparaiso in Cile ed insegnato discipline umanistiche ed artistiche in Cile, Ghana, Sudan, Tunisia ed Egitto.

La mia arte risente molto dell’esperienza vissuta e la considero un mezzo molto potente di espressione che può comunicare, denunciare, emozionare. Le varie realtà nelle quali ho vissuto ed operato in tutti questi anni mi hanno dato molto ed ho cercato di donare attraverso azioni che unissero  necessariamente questa ricchezza artistica all’impegno sociale che ho sostenuto e promosso in prima persona.

Che cosa intendi?

Grazie all’impegno socio-cuturale ed artistico ho promosso molte iniziative che hanno contribuito a migliorare o dare un senso a certe dure realtà. Grazie a questo impegno ed ai risultati ottenuti sono stata nominata Addetto Culturale “ad honorem” in Sudan; nello specifico avevo organizzato la Prima Mostra Internazionale di arte contemporanea voluta dall’Ambasciata Italiana; in seguito ho ricoperto le cariche di Vice-Presidente e Presidente dell’Associazione Donne Nazioni Unite in Sudan e Ghana e di Presidente delle Donne Italiane in Tunisia.

Mi occupavo di organizzare delle attività e degli eventi che potessero dare uno sbocco artistico/professionale a soggetti che non se lo potevano permettere vuoi per ceto sociale o per difficoltà oggettive come attività artistiche dedicate alle donne del Sudan che trovavano così una propria realizzazione. Tra le tante attività, ho contribuito a realizzare una scuola di cucito per ragazze handicappate  che in seguito a questo progetto si sono rese indipendenti grazie alla creazione di un canale di vendite supportato dalla Comunità Internazionale. Fu un progetto molto bello perché avevamo coniugato espressioni artistiche africane e quelle europee insieme, per avere un prodotto più commercializzabile ed effettivamente il risultato fu sorprendente.

Ho inoltre contribuito anche in Tunisia dando supporto e coordinando tutta una rete di attività di assistenzialismo dedicato alla persona per quei soggetti facenti parte della Comunità Italiana, presente tra l’altro in gran numero sul territorio tunisino, che avevano davvero bisogno di aiuto.

Curiosando sul tuo sito ho notato che hai fatto numerose mostre non solo collettive ma anche personali e ricevuto importanti riconoscimenti come la richiesta nel ’93 di realizzare 2 gigantografie in occasione dell’imminente visita del Papa in Sudan. Rimanendo sul nostro territorio solo 3 mesi fa, novembre 2019, motivo per cui ti ho contattata, sei stata selezionata dalla Biennale Artemediterranea di Pisa per donare una tua opera al Comune di Pisa riconoscendo il tuo contributo in campo.

Sì, una grande soddisfazione: nel 1993 la Diocesi di Khartoum mi commissionò la realizzazione di due grandi opere; l’ occasione era l’imminente visita del Santo Padre Giovanni Paolo II, in Sudan. Una di esse si trova ora presso la Nunziatura del Vaticano a Khartoum, l’altra in una Chiesa nel Sud Sudan.

Tra le cose che mi porto nel cuore, anche una meravigliosa mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a Sofia in Bulgaria presso il Palazzo Reale, in contemporanea ad una grande esposizione su Rodin!

Potrei anche ricordare le personali organizzate presso la Galleria Prato dei Miracoli e Palazzo Lanfranchi e La Limonaia a Pisa, a Tunisi all’Istituto Dante Alighieri, al Museo Nazionale a Bucarest in Romania, presso la Galleria La Corte a Firenze, ad Accra al Museo Nazionale in Ghana, all’Istituto Italiano della Cultura a Vienna ed al Cairo in Egitto.

Con grande soddisfazione infine, essendo livornese, amo ricordare ciò che ho fatto nella mia città, a partire dalla mia formazione avvenuta con Voltolino Fontani (questo anno sono 100 anni dalla sua nascita): ho esposto a numerose edizioni del Premio Rotonda, nel 1990 ho esposto in Fortezza Nuova, ho fatto una personale patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Livorno. Ho partecipato a diverse edizioni della FIDAPA Livorno, ho esposto nella Mostra “Arte a Perdere” in Piazza XX settembre, mani-

festazione patrocinata dal Comune di Livorno e curata da Bruno Sullo per l’Associazione “Lavorare e camminare”, ho esposto in diverse edizioni della Rassegna Mochi Farm, località Limoncino, ho organizzato la e partecipato alla Mostra “Nel Segno di Voltolino Fontani” avvenuta presso i locali di un’azienda livornese; ho partecipato alla collettiva di Rosso Grabau alla Bottega del Caffè per la Rassegna Premio Ciampi.

Il mio impegno culturale nella città si sviluppa attraverso una continua interazione con artisti, associazioni e galleristi che fanno parte del tessuto culturale della mia città.

Infine vorrei sottolineare che la selezione/donazione di una mia opera all’Assessorato alla Cultura del Comune di Pisa, rappresenta il riconoscimento alla mia lunga carriera espositiva che ho svolto a Pisa, tra cui da evidenziare la mia partecipazione alla Biennale di ArteMediterranea di Pisa.  

Finisce così la nostra breve chiacchierata, spero che con questa intervista venga conosciuta ed apprezzata anche dai livornesi! 

di Giulia Palandri

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