Intitolazione della Rotonda d’Ardenza  a Carlo Azeglio Ciampi

Per festeggiare l’intitolazione della Rotonda d’Ardenza  a Carlo Azeglio Ciampi, abbiamo messo in copertina il “pensiero” del nostro più illustre cittadino, racchiuso nel grande marmo posto all’interno del Palazzo civico. Rileggere quelle parole dedicate a Livorno e ai livornesi (riportate anche nel riquadro qui a fianco), ci riempiono di commozione e, soprattutto, ci inorgogliscono. Parole di un Presidente della Repubblica, parole di un cittadino livornese.  La città, però, gli voltò le spalle. O meglio, solo una minuscola parte - ma era quella che in consiglio comunale ci rappresentava (sic!)  - disse “no” a quella intitolazione. «E’ stato l’uomo delle banche, ci ha portati nell’Euro, nessuna intitolazione», sentenziarono i grillini.

“Carlo Azeglio Ciampi è stato un grande servitore dello Stato che ha prestato il suo alto servizio, quando è stato richiesto” sono state le prime parole dell’on. Valdo Spini, già ministro per l’ambiente nel governo Ciampi, che ha aperto la semplice (proprio come avrebbe desiderato il Presidente) cerimonia dell’intitolazione della Rotonda. E’ stato finalmente cancellato quel “no” che era un vero oltraggio alla memoria di un illustre livornese, già Governatore della Banca d’Italia, Ministro del Tesoro e del Bilancio, Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica, un servitore dello Stato, “quando è stato richiesto” - è bene sottolineare questo passaggio dell’on. Spini - che il sindaco Luca Salvetti, già impegnato in tal senso durante la sua campagna elettorale, ha onorato.

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Carlo Azeglio Ciampi è rimasto attaccato alle radici della sua città, pur costretto a vivere lontano per la sua esaltante carriera professionale e per i suoi impegni istituzionali. “Continuo a sentirmi profondamente livornese” dichiarava Ciampi in occasione del 400° Anniversario dell’elevazione di Livorno a città. Amava anche la squadra del Livorno e c’è un aneddoto che inquadra perfettamente la sua fede amaranto quando era Presidente della Repubblica. In occasione dell’apertura dell’anno scolastico 2005/06 al Vittoriano, era stata invitata la squadra del Livorno, allora in serie A. Ciampi, sotto gli occhi divertiti del presidente Spinelli, del tecnico Donadoni e dei giocatori Cristiano Lucarelli, Balleri, Galante, Amelia e compagnia bella, dette vita ad un simpatico siparietto, aldilà del rigido cerimoniale, calciando al volo di destro il pallone appena consegnatogli da Aldo Spinelli e, con abile mira, lo indirizzò nell’unico spazio vuoto in mezzo all’affollata platea di giovani studenti. Il presentatore Fabrizio Frizzi, in diretta su Raiuno, esclamò “Clamoroso!”, mentre la moglie Franca Pilla (“donna Franca”), sempre al suo fianco in tutte le occasioni ufficiali, commentò: “Solo il Livorno gli fa fare certe cose”. E all’esordio del Livorno in serie A, dopo 55 anni di assenza, Ciampi volle essere allo stadio per festeggiare la squadra. Sempre da Capo dello Stato numerose sono state le visite alla sua città (e non a caso anche la prima e l’ultima del suo settennato) e ovunque esternava con orgoglio la sua livornesità. L’intitolazione della Rotonda d’Ardenza era il minimo che la città potesse fare per ricordarLo in eterno.

Il “NO” dei grillini

Il 26 gennaio 2018 il clamoroso “no” del consiglio comunale alla mozione che era stata presentata dal Pd per l’intitolazione della Rotonda di Ardenza a Carlo Azeglio Ciampi.

In tale occasione il sindaco Filippo Nogarin, che in prima istanza si era dichiarato favorevole, dovette fare  marcia indietro, astenendosi dalla votazione, schiacciato dalla sua stessa maggioranza.

Il tutto era partito dalla presentazione della contro delibera di Edoardo Marchetti, un consigliere uscito dal gruppo del M5s ma rimasto a sostegno della maggioranza di Nogarin, che contestava la posizione di Ciampi sull’euro e il suo ruolo nelle banche.

Il “no” è stato deciso con il voto di 13 pentastellati sui 15 presenti tra i banchi del consiglio e di alcuni amministratori fuoriusciti dal M5s. Ecco i loro nomi: Mirko Barbieri, Francesco Bastone, Daniele Ceselli, Daniele Esposito, Giovanni Fuoti, Marco Galigani, Daniele Galli, Corrado La Fauci, Barbara Lenzi, Nicola Meschinelli, Cristina Mileti, Alessandro Rossi e Valter Sarais del M5s ai quali si sono aggiunti Sandra Pecoretti e Giuseppe Grillotti di Livorno Libera oltre al già citato, Edoardo Marchetti del gruppo misto.

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