Il Tramway a cavalli a Livorno

La Gazzetta Livornese del 23 maggio 1881, nella cronaca della città, riportava un'ampia descrizione dell'avvenimento:

"Ieri ebbe luogo l'inaugurazione del tramway e se togli qualche leggiero incidente che non poteva certo prevedersi, tutto riuscì a meraviglia.

La Gazzetta Livornese del 23 maggio 1881, nella cronaca della città, riportava un'ampia descrizione dell'avvenimento:

"Ieri ebbe luogo l'inaugurazione del tramway e se togli qualche leggiero incidente che non poteva certo prevedersi, tutto riuscì a meraviglia.

Fino alle 9½ ant. la maggior parte degli invitati si trovava riunita nella stazione. Questa era decorata di bandiere e stemmi sabaudi e festoni. Le carrozze destinate per la città erano sei, tutte elegantissime e comode, quanto mai possa desiderarsi, e adorne di bandiere italiane e belghe, perché il signor Charles è oriundo di Bruxelles.

Il cronista, visitando le scuderie, cavalli stupendi, e tali che farebbero bella mostra apparigliati a carrozze signorili; e vide pure una selleria veramente ammirevole nella quale c'è roba a profusione e tutta chich.

Alle 10 e 25 minuti le carrozze del tramway presero l'aire, cariche d'invitati, tra cui notammo il prefetto co' suoi consiglieri, il comandante il distretto militare, l'intendente di finanza, il R. Delegato straordinario, il Questore, i rappresentanti la stampa e altri.

Appena dato il segno della partenza, i cavalli di due vetture fanno un leggiero scarto, ma i conduttori, abilissimi, li rimettono subito al dovere.

Le vetture procedono ordinatamente e di buon trotto per le vie della città, in mezzo a una straordinaria folla di curiosi.

Il suono delle cornette avverte la gente che si scansi, ma i ragazzi (oh i ragazzi!) si affollano lungo la linea, ed è proprio un miracolo se non ci rimettono... le punte delle scarpe. Alle 11 in punto si giunge all'Ardenza.

Gli invitati scendono dalle carrozze e sotto la sferza d'un bello e splendido sole di maggio, si avviano verso i Casini.

La banda volontaria livornese è schierata a destra dei Casini, e appena scorge gl'invitati, intona la marcia reale.

Nella sala maggiore del vasto edificio, decorata elegantemente, è imbandita una tavola per 150 persone. L'imbandigione è opera del nostro Artemisio Zucconi, che ha sfoderato veramente la roba di sotto il banco, sfoggiando argenterie, stoviglie, vasellame cristallami, ecc., della più rara bellezza.

Il sig. Charles, e ha fatto proprio ogni cosa en grand seigneur, viene salutato da fragorosi applausi, e parecchi tra gli invitati gli stringano la mano, congratulandosi secolui d'aver saputo condurre a buon termine un'impresa, che per lungo tempo, fu giudicata, in Livorno, impossibile.

Tutti pigliano posto a tavola e segue un minuto di silenzio... Ma, a poco a poco, cominciano e si animano le conversazioni, senza pregiudizio degli onori dovuti ai piatti, che sono eccellenti e fanno il più eloquente elogio del buon gusto del sig. Zucconi e della volontà dei suoi cuochi.".

Come si evince dall'articolo su La Gazzetta Livornese, l'avvenimento era molto atteso e tutta la cittadinanza vi partecipò.

La realizzazione della rete tranviaria era stata fortemente ostacolata dagli interessi particolari dei vetturini che fecero di tutto perché l'opera non fosse realizzata.

La linea aveva il seguente percorso: Partenza dalla Stazione della Ferrovia presso la Porta San Marco - via Palestro - via Garibaldi - piazza Rangoni, poi Garibaldi - via Vittorio Emanuele II - piazza del Cantiere, poi Micheli - via del Ponte Nuovo, ora Cialdini - scali San Rocco, ora Novi Lena - Piazza Mazzini - Porta a Mare, non più esistente - via del Passeggio, ora viale Italia - sino alla Rotonda di Ardenza.

La rete era gestita dalla Societé Anonime des Tramways de Livourne, S.A.T.L., con a capo Auguste Charles che ne diverrà amministratore delegato.

Il deposito dei tram, l'officina di riparazione e la direzione dell'azienda erano in un'area prossima alla Stazione di San Marco.

Le vetture avevano la prima e la seconda classe e l'intero percorso era diviso in tre sezioni.

Auguste Charles era un imprenditore belga, domiciliato a Parigi.

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Il prezzo del biglietto era di 15, 20 e 35 centesimi di lira, a seconda del percorso. Durante i giorni festivi il prezzo aumentava di 0,5 centesimi.

Con il tempo furono costruiti altri tratti: Rotonda di Ardenza - Antignano, Piazza Vittorio Emanuele II - Piazza Roma, Piazza Roma - Montenero.

Fino all'avvento delle tramvie a cavallo gli spostamenti delle persone a Livorno avvenivano a piedi, con le carrozze e con gli omnibus.

L'omnibus era una carrozza trainata da cavalli atta a trasportare numerosi passeggeri.

L'apertura della Stazione ferroviaria di San Marco nel 1844, riversando ad ore fisse molte persone, aveva reso redditizio il mestiere di vetturino, ma i prezzi dei trasporti erano cari, così un certo Sebastiano Capuzzo ottenne, nel 1871, la prima concessione di un servizio di omnibus dalla Stazione di San Marco alla Piazza Cavour. Cioè la parte più attiva della città.

I vetturini erano nel 1881 ben 438.

La concessione venne in seguito estesa a singoli e società con linee che andavano dalla Stazione a Piazza Mazzini (presso il porto e all'imbocco della passeggiata a mare - da Piazza Rognoni (oggi Garibaldi) all'Ardenza - da Piazza Grande al "passeggio".

Il servizio di omnibus, in caso di avverse condizioni atmosferiche o scarsità di passeggeri, non garantiva la prestazione, mentre la concessione del servizio ai tram a cavalli prevedeva che l'esercizio fosse continuato tutti i giorni e in tutte le stagioni con almeno due corse al giorno nei due sensi fra i due punti estremi.

Ai proprietari degli omnibus non erano mai state imposte queste esigenze d'interesse pubblico.

L'utilizzo dei tram trascinati da cavalli durò ben 16 anni, cioè fino al 14 ottobre 1897, quando la stessa Societé Anonime des Tramways de Livourne inaugurò la prima rete elettrificata, Piazza della Stazione San Marco - Antignano.

Il 6 novembre 1897 fu elettrificata un'altra linea e a poco a poco tutta la rete fu elettrificata.

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