Un mare di ricordi

Mario Bartoli, dopo la perdita del figlio Cristian (giovane studente di 17 anni i cui genitori hanno do

Di Stefania D'Echabur

Mario Bartoli, dopo la perdita del figlio Cristian (giovane studente di 17 anni i cui genitori hanno donato gli organi dopo l’improvvisa scomparsa nel 1998 per fulminante emorragia celebrale e al quale il Comune ha dedicato il piazzale di fronte agli ex Tre ponti “in memoria di tutti i donatori di organi”, ndr), con l’aiuto e l’amore di Kyra, un pastore tedesco, si è impegnato con il suo amico fedele in un costante volontariato, con il suo cane è andato a portare sorrisi nelle scuole e dentro gli ospedali, tra i bambini e gli anziani, sempre tra la gente, per ogni nobile causa dove sono stati chiamati, la loro presenza è sempre stata costante.
Attraverso un atto d’amore per gli altri ne ha concepito un altro: ha tenuto vivo il ricordo del proprio figlio Christian.
Da qualche anno Kyra ci ha lasciato, e lui un giorno inaspettatamente si è svegliato con un nuovo messaggio d’amore, un messaggio da estendere a tutti quei genitori che hanno dovuto subire l’amaro destino di perdere un figlio.
Davanti alla Scalinata di Antignano, in mare, si può adagiare una pietra bianca con scolpito il nome del proprio caro. Nel tempo si sono aggiunte tante pietre, troppe purtroppo, ma il cielo e le stelle sono infinite come la grandezza di un amore assoluto dentro un orizzonte di azzurro.
Parlare con Mario di questo atto d’amore è una cosa “naturale”, perché persona delicata, con pudore e rispetto si offre generosamente a chi gli chiede questo dono, ma non solo, dopo una mareggiata lo possiamo trovare in mare a risistemare le pietre e ogni sera passa per vedere che tutto sia a posto.
Lì davanti al mare, davanti la Scalinata di Antignano, guardi davanti a te, ma non è mai il vuoto, ogni momento si istaura un contatto con chi stai cercando. Ci sono i colori che tieni in un pugno, ogni momento è metamorfosi e se anche il cuore è pesante in questi impercettibili cambiamenti senti qualcosa di vivo. Da lì nasce la preghiera che tutto non sia finito per sempre. Lì davanti al mare una foglia, un legno che galleggia, un’ape che af-
     fianca chi è seduto, un cormorano o una gabbianella, hanno un loro significato perché è dialogo muto e un possibile contatto con qualcosa di spirituale. Energia pura, fosse solo per la bellezza che solo la natura sa regalare per sedare animi aggrovigliolati, e mentre una matassa di sentimenti si dipana ringrazi un uomo per questo immenso dono.
Un genitore che perde un figlio sa, sa di sentimenti e di dolore inespresso perché troppo grande da raccontare, perché non esistono ancora parole.
Sa del buco che trapassa la pancia.
 

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Ogni giorno ti alzi solo con un pensiero: tuo figlio non sai dove cercarlo, non sai dove trovarlo.
Mario ha compiuto un piccolo miracolo per chi resta, per i propri cari, per chi ha bisogno di portare un saluto o per scambiare una parola intima con chi ci ha lasciato.
Un posto che è “Il luogo del ricordo”, la possibilità di una dimora “dove affidare tante storie d’Amore”, come con le sue parole lo definisce.
“UN MARE DI RICORDI” dove le onde hanno il potere di accarezzare in modo incessante il dolore e un amore senza fine.
Nonostante ci sia un cartello sul lato sinistro della scalinata, ci sono ancora persone che non sanno del significato delle Pietre deposte in mare. I più sensibili leggono, c’è chi poi pensa che sia una forma d’arte, qualcuno invece ipotizza di un probabile “Ponte Milvio”, ma purtroppo è anche capitato che qualcuno ha toccato e smosso le “pietre” pensando sia un gioco. Per questo vorremmo far sapere questa storia e sensibilizzare il più possibile le persone che si trovano nel “Luogo”.
Mario Bartoli si offre spontaneamente a chi lo desidera di mettere il sasso col nome del proprio caro, basta contattarlo su FB sulla sua pagina Kyra Bartoli
Chiedo a Mario se in questi mesi è venuto in contatto con qualche storia che lo ha colpito in particolare.
“Sì, il “Ricordo di Romario”, quel ragazzo albanese scomparso sul lavoro sei mesi fa a Montenero. Sua madre che con la moglie di Romario va alla Scalinata ogni domenica, la seconda volta che la incontrai mi disse che suo figlio aveva partecipato alla Festa della Befana che io avevo organizzato alla Stazione Marittima 17 anni fa”.
In attesa di una targa più incisiva del quale il luogo è degno, chi legge da oggi sa che “Un mare di Ricordi” è un posto delicato, dove “il ricordo dei nostri cari si annoda con i nostri sogni”.

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