Antonio Bacchelli ricordato al Conservatorio ‘Piccinni’ di Bari

Antonio Bacchelli, l’indimenticato pianista livornese, tra i maggiori esponenti del concertismo italiano e internazionale della metà del 1900, è stato ricordato con una bella ed emozionante serata lo scorso 23 settembre al Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari. L’iniziativa è partita dal M° Vitaliano Iannuzzi, docente di pianoforte principale presso lo stesso Conservatorio, che, non solo è stato un allievo del M° Bacchelli, ma, dall’anno della sua scomparsa, ha allestito un vero e proprio ‘museo’ (foto, ritagli giornali, recensioni, lettere ecc.) per tenere vivo il ricordo del grande musicista livornese. Ciò ha permesso, tramite la riproduzione in diapositive, di ripercorrere le tappe della prestigiosa carriera di Antonio Bacchelli, ricordi impreziositi, tra l’altro, dalla presenza dei figli Edoardo e Sara Bacchelli. Una bella manifestazione che sarebbe opportuno organizzare anche nella “sua” Livorno.

Riportiamo quanto scritto sulla locandina dell’evento.

di Bruno Damari

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Antonio Bacchelli, l’indimenticato pianista livornese, tra i maggiori esponenti del concertismo italiano e internazionale della metà del 1900, è stato ricordato con una bella ed emozionante serata lo scorso 23 settembre al Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari. L’iniziativa è partita dal M° Vitaliano Iannuzzi, docente di pianoforte principale presso lo stesso Conservatorio, che, non solo è stato un allievo del M° Bacchelli, ma, dall’anno della sua scomparsa, ha allestito un vero e proprio ‘museo’ (foto, ritagli giornali, recensioni, lettere ecc.) per tenere vivo il ricordo del grande musicista livornese. Ciò ha permesso, tramite la riproduzione in diapositive, di ripercorrere le tappe della prestigiosa carriera di Antonio Bacchelli, ricordi impreziositi, tra l’altro, dalla presenza dei figli Edoardo e Sara Bacchelli. Una bella manifestazione che sarebbe opportuno organizzare anche nella “sua” Livorno.

Riportiamo quanto scritto sulla locandina dell’evento.

Un figlio illustre della Città di Livorno ricordato al Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari nella serata di sabato 23 ottobre 2021 nell’Auditorium “Nino Rota”.

è una notizia che ci piace pubblicare e condividere con i nostri lettori e soprattutto con le realtà musicali operanti nella Città di Livorno. Stiamo parlando del caro Maestro Antonio Bacchelli, livornese doc, che ci lasciò prematuramente a soli 42 anni a seguito di un incidente stradale nel lontano 8 novembre 1986.

Il Maestro Antonio Bacchelli, pianista, direttore d’orchestra, compositore d’alto rango nel panorama musicale nazionale ed internazionale nonché titolare della cattedra di pianoforte principale e vice direttore del Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze, vincitore di numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali, aveva molti allievi sparsi in tutta Italia; allievi divenuti docenti di Conservatorio e concertisti che non l’hanno mai dimenticato. La dimostrazione ci giunge proprio da un allievo pugliese, docente di pianoforte principale presso il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari il cui nome è Vitaliano Iannuzzi, il quale con tenacia e tanto amore verso il suo Maestro livornese, ha saputo abilmente mantenere viva la memoria di Antonio Bacchelli, raccogliendo in tutti questi anni documenti, foto, recensioni. Così facendo è stato capace di allestire una serata di circa tre ore fatta di diapositive molto interessanti opportunamente commentate dallo stesso, alternate da esibizioni degli allievi del medesimo Conservatorio di Musica pugliese.

Le diapositive contemplavano: la carta intestata  del Maestro livornese, attraverso la quale, Antonio Bacchelli, al rientro dalle sue tournée concertistiche rispondeva a tutti con la sua calligrafia particolare; il commento del Segretariato artistico che rappresentava il pianista livornese in Italia e all’estero; alcuni programmi dei concerti tenuti in Puglia con programmi corposi;   foto rare in veste di direttore d’orchestra; le sue composizioni per coro (che potrebbero essere eseguite in una prossima serata nella città che dette i natali); i dépliant dei Corsi di Perfezionamento Pianistico

     e di Musica da Camera tenuti in varie città italiane; gli “Scritti” su Igor Stravinskij, Robert Schumann, ecc… a firma di Antonio Bacchelli su riviste musicali di grande notorietà e prestigio musicale; una bellissima carrellata di incisioni discografiche rigorosamente in vinile e successivamente in versione  compact disc; elencazione di composizioni dedicate ad Antonio Bacchelli; serie di foto con allievi nei vari momenti vissuti con loro - le pubblicazioni dello stesso Vitaliano Iannuzzi dedicate al Maestro livornese - la citazione dell’intitolazione di una strada di Livorno ad Antonio Bacchelli.

Ci fa piacere sapere che la locandina del progetto ideato dall’ Allievo BacchellianoPugliese si è, ben presto diffusa in tutta Italia e all’estero, soprattutto in Francia mettendo in atto un tam-tam di messaggi ricchi di apprezzamenti.

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Ne riportiamo un paio:

 

Buongiorno Vitaliano, Ho avuto il suo numero da Giovanni Giannini, mi chiamo Michele Innocenti.

Vivo a Parigi dove insegno in Conservatorio, pianoforte e musica da camera.

Sono stato allievo del M° Bacchelli al Conservatorio di Firenze dal 1982 fino alla sua tragica morte. Mi sono diplomato nel 1987 cambiando repentinamente classe insieme a molti dei miei amici.

Ho scoperto Antonio in televisione ascoltando le sue straordinarie registrazioni di I.  Stravinsky e sono rimasto immediatamente colpito dalla sua visione essenziale e moderna dell’approccio con la partitura. Questa impressione si è confermata durante tutti i fantastici anni passati insieme, un rapporto didattico aperto, fatto di confronti e tantissimo repertorio.

La cosa fantastica di Antonio era quella di mettersi accanto a te sul secondo pianoforte e suonare senza risparmiarsi i brani che stavi studiando. Era la conferma che il maestro aveva bisogno di esprimersi con noi non solamente con le parole ma con il suo incredibile modo di suonare, con i suoi attacchi di suono che ti restavano dentro nella tua memoria.

Era anche la dimostrazione di uno scambio reciproco nel suo modo di insegnare, lui aveva bisogno di noi, come noi soprattutto di lui.

Sono stati anni di amicizia, di grande musica ma anche di puro divertimento quando, sovente, pranzava con tutti noi nelle trattorie fiorentine.

Ho un ricordo indelebile del suo repertorio, che mi ha portato a “copiarlo” in molte occasioni,

La Fantasia di Debussy per pianoforte e orchestra, che ho avuto il piacere di suonare più volte, come la sonata 7 di Prokofiev o Petrouchka o anche il trio di Brahms per violino, corno e pianoforte.

Quando è venuto a mancare ho avuto un senso di vuoto totale come quando perdi una cosa talmente preziosa da non rendertene conto subito, la stessa sensazione che ci unì negli abbracci, noi e tutti quelli che lo avevano conosciuto, anche per poco, il triste giorno del suo funerale.

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